Card boy

Era di fronte allo specchio e osservava la poltiglia colorata che le ricopriva la testa: aveva scelto il lilla. Era difficile da ottenere su quei suoi spaghetti neri. Le bruciava la cute e aveva la forte tentazione di grattarsi; doveva resistere, ancora 5 minuti, ce la poteva fare. Accese una sigaretta e aprì una birra, era calda e la sputò nel lavandino, l’unico nella cucina con bagno e letto dove viveva ormai da mesi.

Abitare in quel buco aveva anche i suoi vantaggi: poteva afferrare quasi tutto restando praticamente seduta sul materasso, anche se la cosa non faceva che ingrassare la sua pigrizia. [...]