Fondo Cardazzo: lo spirito del luogo si fa arte

Fondo Cardazzo: lo spirito del luogo si fa arte
Amico e alter ego di Peggy Guggenheim, Carlo Cardazzo (1908 – 1963) apre la sua Galleria del Cavallino in Riva degli Schiavoni a Venezia nel 1942.

 

Nella sua impresa c’è il destino di una passione da vivere. E la passione prende corpo grazie a Mirò, De Chirico, De Pisis, Capogrossi, Fontana, Mathieu, Campigli, Pollock, e molti altri artisti che avranno un successo planetario. Cardazzo ha in mano un sogno da raccontare e, prima di raccontarlo, è pronto a viverlo. È un talento naturale per capire in anticipo quelli che saranno i capisaldi dell’arte contemporanea, ma la sua fortuna di mecenate è dovuta soprattutto a una straordinaria empatia verso gli artisti che promuove: prima viene l’amicizia, solo dopo, l’amore per le loro opere. Noto è il suo legame con De Pisis al quale rimase vicino fino alla morte, o quello con Fontana cui offrì il suo primo contratto appena giunto in Italia dall’Argentina.
C’è coraggio, oltre alla passione, nella vita di questo Marco Polo della modernità. Ci sono altre due gallerie importanti per il tempo, a Milano e a Roma, ci sono mostre epocali come la prima al mondo di ambiente spaziale a luce nera ideata da Fontana e messa in scena sui Navigli; e molte altre, oltre un migliaio, in Italia e all’estero, in collaborazione con le principali gallerie d’arte del mondo. Ci sono poi i legami con la musica, la fotografia, il cinema.
E c’è, all’inizio, da giovanissimo, poco più che ventenne, l’idea di una casa editrice: avrebbe portato lo stesso nome della futura galleria, Cavallino, e sarebbe nata poco prima, nel 1935. Pubblicherà le prime edizioni italiane di Apollinaire, Valéry, Breton, Cocteau, Joyce, in un tempo in cui la letteratura straniera non era da noi molto gradita. Nessuno in laguna ha mai sognato così in grande. Nessuno può immaginare gli anni gloriosi che seguiranno. Lo spirito del luogo che diverrà arte. E oggi, Angelica e Barbara, le nipoti, sono ospiti sul nostro diario con la casa editrice da cui tutto è nato per ricordarcelo.

Sul diario daremo spazio al Cavallino casa editrice perché più inerente al nostro progetto. Presenteremo di volta in volta testi originali e di nicchia su indicazione di chi si dedica allo studio e alla conservazione dell’opera e della ricerca di Carlo Cardazzo per ridare ai suoi mondi la giusta dimensione storico-critica.

I documenti conservati nel Fondo Cardazzo sono consultabili su appuntamento all’interno della Fondazione Cini a Venezia. Per ulteriori informazioni si rimanda direttamente al sito della fondazione.

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