Superstiti

Un’umanità stanca, disillusa, sola, reduce di un cambiamento imperfetto, nella capitale sovietica. Ogni giorno percorre le sue strade, si muove sopra il ghiaccio, si sposta nel metrò e tra le distese grigie dei grattacieli, smarrendosi spesso, e ritrovandosi solo a volte, quasi per miracolo.

Io abito in un palazzo sovietico di un tempo sovietico con gente sovietica caduta nel presente. Qualcuno ha detto, La Russia è cambiata, ma dopo averlo detto si è nascosto, e ci ha lasciati soli con queste parole.
Il portiere è stanco, è anziano, sembra che stia su quella sedia dal trentasei e non si muova per paura delle purghe. Sorride quasi, sghembo, volta lentissimo la pagina al giornale, solleva un occhio, l’altro, mi dice Zdravstvujte da cinque mesi e non mi riconosce [...]